La Storia della Vallecchi 1903

Un sogno lungo un secolo

Firenze, icona del Rinascimento.
Un’epoca che segna il suo profilo architettonico così come ancora oggi ne godiamo, un periodo storico che ci ha regalato le più grandi personalità nel mondo della cultura, dell’arte, della politica, della filosofia. Da Filippo Brunelleschi a Michelangelo Buonarroti, da Benvenuto Cellini a Botticelli, da Marsilio Ficino ad Amerigo Vespucci, solo qualche nome impresso nella storia.  Firenze, città di banchieri e di mercanti che la pongono  al centro dei commerci e degli affari internazionali, Firenze luogo di speculazione filosofico-umanistica  e delle più importanti scoperte scientifiche e geografiche di quel tempo. Un’eredità che permane nel suo tessuto cittadino in cui è impossibile non rimanere impressionati, una fama destinata a durare in eterno, un fascino senza tempo che ogni anno spinge milioni di turisti a visitare i suoi musei e le sue bellezze.

Un anno, il 1903. Siamo agli inizi del nuovo secolo, una fase di trapasso che vede la crisi della cultura positivistica che ha dominato la seconda metà dell’800,  è  questo  momento di transizione che vede l’emergere di nuove forze sociali, borghesia e proletariato e in cui viene affermandosi una nuova sensibilità culturale e artistica.

Il quadro della cultura borghese italiana, agli inizi del Novecento appare profondamente trasformato e rispondente ai grandi mutamenti del paese. Firenze, nelle cui aule dell’Istituto di Studi Superiori aveva dominato la cultura positivista ma in cui attraverso la rivista “Il Marzocco” si era fatta strada una diversa cultura legata all’estetismo dannunziano, era il luogo ideale per uno scontro tra vecchio e nuovo. E’ la Firenze del “Leonardo” di Papini e Prezzolini, del “Regno” di Corradini, di “Hermes” , un grande laboratorio che rappresenta la presa di coscienza di una inquietudine e la ricerca di nuove strade, il “Leonardo” sarà quella “voce che non poteva tacere” il diario dei viaggi spirituali di quegli autentici “ebrei erranti della cultura”.  Firenze agli inizi del secolo ha un ruolo determinante nella formazione della nuova cultura, è una città percorsa da fermenti rinnovatori in cui giornali, riviste, editori giocano un ruolo fondamentale. E’ qui che nascono le più importanti riviste motori di rinnovamento della cultura italiana del primo Novecento e con loro  la nuova editoria destinata a segnare il futuro di tutta la cultura del Novecento italiano come lo saranno “Lacerba” e “Campo di Marte”.