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Novecento, l’orologio di Firenze 1903 con la miniatura d’apres Umberto Boccioni

Per miniatura in genere si intende sia la tecnica che consiste nel dipingere in piccole proporzioni che il risultato di questo lavoro artistico che consiste nella realizzazione di un dipinto di piccolo formato. Un’accezione questa che ci apre anche a considerare il mondo del collezionismo, in particolare quello dedicato alle opere in miniatura.

Tra la seconda metà del Settecento e i primi dell’Ottocento, considerati dagli studiosi il periodo aureo della miniatura, questo tipo di arte, per lo più di committenza aristocratica, ebbe un notevole sviluppo, allargandosi anche ai ceti borghesi, senza contare il filone legato al Grand Tour che alimentava la produzione di una nascente attività legata al souvenir, ancora legato ad una  produzione di tipo artigianale.

Un’arte che si diffuse in tutta Europa, in Italia, in Francia, Germania e Inghilterra e che nei soggetti rappresentati prediligeva il ritratto, sia di personaggi pubblici come le famiglie reali che di privati, anche se non mancavano rappresentazioni dei costumi dell’epoca o di temi mitologici. Nel primo Ottocento si diffonde la moda delle miniature d’apres, tratte da dipinti di grandi dimensioni, spesso si tratta di artisti che copiano opere famose del Settecento anche in miniatura alimentando così un’attività di tipo commerciale.

Una tecnica oggi quasi del tutto scomparsa e che rivive solo grazie a pochi e appassionati artisti che hanno trovato in questa straordinaria modalità la loro forma di espressione del bello. Un’arte che a Firenze, patria incontrastata dell’arte trova in particolare alcuni di loro operare con grande maestria con l’uso dei colori a tempera e di finissimi pennelli.

E’ a loro che abbiamo pensato per la creazione dell’orologio da polso “Novecento” che sul suo quadrante riproduce “Dinamismo di una testa d’uomo”, il celebre dipinto di Umberto Boccioni realizzato nel 1914 e conservato presso il Museo del Novecento di Milano, la stessa immagine che è stata scelta per il francobollo commemorativo emesso da Poste Italiane in occasione dell’anniversario dei cento anni dalla morte dell’artista.

E’ nella superficie limitata, solo 34 mm. di diametro, del quadrante, che prende vita l’immagine del dipinto di Umberto Boccioni, le sottili pennellate ad olio fino a formare e a definire il volto dinamico, teorizzato, immaginato e dipinto da Umberto Boccioni e che adesso rivive sull’orologio da poso “Novecento” in tiratura limitata di soli 49 esemplari.

Un orologio che è esso stesso un’opera d’arte. Nella superficie ridotta del quadrante abili artigiani fiorentini, maestri della miniatura, hanno riportato con un lavoro paziente e minuzioso di ore di lavoro, il volto dell’uomo ritratto da Boccioni nel 1914, tante piccole pennellate con l’ausilio della lente d’ingrandimento, gli stessi colori usati dall’artista, per arrivare a riprodurre fedelmente l’opera che sarà protagonista del nostro tempo.

Un tempo scandito da sottili lancette che non interferiscono affatto nella visione dell’ opera d’arte in miniatura, una miniatura d’apres Boccioni  che sarà per sempre con noi, racchiusa nel quadrante di Novecento.

Ogni pezzo è un’opera unica, frutto del lavoro di abili artisti miniatori delle botteghe fiorentine, ancora oggi in grado di portare ai più grandi livelli l’arte di tradurre in piccolo formato i capolavori dell’arte italiana. L’essenza del Novecento espressa dall’interpretazione artistica del dipinto  “Dinamismo di una testa d’uomounita alla tecnica dell’arte orologiaia che trova in Jan Janssen Bockelts il suo più grande esponente e padre fondatore. Vissuto all’inizio del secolo d’oro olandese, Jan Janssen Bockelts fu uno dei più geniali e riconosciuti costruttori d’orologi di un epoca in cui l’orologio, ben lungi dal rappresentare uno strumento di misura del tempo di qualche seppur minima diffusione, costituiva la quintessenza dello spirito artistico applicato al campo della meccanica finissima. I suoi capolavori, oggi conservati presso  alcuni dei principali musei del mondo come il British Museum  sono un distillato di capacità artistica e maestria artigianale che oggi rivive in edizioni limitate e di fattura pregiata.

 

 

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