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Arturo Toscanini | Stilografica da Collezione | Limited Edition

Stilografica Arturo Toscani
  • Materiale: ebanite blu di Prussia variegato di nero
  • Anelli in argento 925/1000
  • Clip in argento 925/1000 modellato da maestri orafi riproduce in forma stilizzata una paletta da violoncello
  • Pennino in oro 14 Kt, bagnato in Palladio
  • Caricamento a pistone
  • Tiratura limitata e numerata di 150 esemplari per l’Italia e l’estero.

L’ebanite usata per la Stilografica da Collezione Toscanini si ottiene mediante vulcanizzazione della gomma naturale di caucciù, attraverso una mescolatura con fior di zolfo e una “tostatura” a forno che può durare anche per molto tempo. Il composto viene poi usato per la creazione di disegni con l’ausilio di trafile manuali e sottoposto a un processo di stagionatura di diverse settimane.

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Stilografica Arturo Toscanini, artigianato e stile fiorentino

A 150 anni dalla nascita del più grande direttore d’orchestra del ‘900 italiano

Una nuova stilografica va ad arricchire la collezione di penne in edizione limitata che Firenze 1903 ha voluto dedicare ai grandi protagonisti del ‘900 italiano. Un omaggio per celebrare alcuni personaggi del secolo breve che con la loro arte hanno sedotto il mondo intero e il cui nome rimane impresso nelle pagine della storia. In occasione dell’anniversario dei 150 anni dalla nascita di Arturo Toscanini abbiamo deciso di dedicare al grande direttore d’orchestra di tutti i tempi una stilografica che non poteva essere che in ebanite, il materiale più antico che segna la nascita della stilografica e che oggi viene usato in forma altamente artigianale e in piccole tirature.

L’ebanite si ottiene mediante vulcanizzazione della gomma naturale di caucciù, attraverso una mescolatura con fior di zolfo e una “tostatura” a forno che può durare anche per molto tempo. Il composto viene poi usato per la creazione di disegni con l’ausilio di trafile manuali e sottoposto a un processo di stagionatura di diverse settimane.

Per la stilografica “Arturo Toscanini”, realizzata a mano per tornitura, è stata scelta una barra di ebanite nella tonalità del blu di Prussia variegato di nero. Una sfumatura particolarmente elegante resa ancora più attraente dalla lucidatura che permette di apprezzarne tutta la sua bellezza.

Ma perché proprio l’ebanite? Si tratta del materiale più usato nelle stilografiche fino agli anni ’20, il suo utilizzo avviene anche in campo musicale.

Ma non è tutto. I maestri orafi di Stipula hanno voluto ricreare sulla superficie ridotta della clip una paletta da violoncello, a ricordo dei primi passi nel mondo della musica del grande direttore d’orchestra, una piccola scultura modellata a mano in argento 925/1000 così come le altre finiture della stilografica.

Un caricamento a depressione mediante l’attivazione di un pistone interno, grazie alla rotazione del fondello,  consente una elevata capacità di riempimento pari a 10 ml di inchiostro.

Fedeli agli antichi protocolli di lavorazione degli anni ’30, il pennino è in oro 14 Kt , con un successivo bagno in palladio. Con una laminazione fortemente differenziata nei diversi segmenti, il pennino  permette una straordinaria flessibilità della punta, adatta così a consentire la massima espressività del tratto di scrittura, seguendo sulla carta il forte e il piano delle emozioni, l’adagio e il presto del pensiero.

Sul corpo della penna inoltre è stata incisa la firma del maestro Arturo Toscanini a suggello del ricordo immortale che ritroviamo anche  sulla targa in argento sul  cofanetto in marocchino rosso.

Una tiratura limitata a soli 150 esemplari numerati sia per il mercato italiano che per quello estero per una penna in grado di esprimere l’essenza della stilografica e della scrittura.

Arturo Toscanini
Arturo Toscanini

Arturo Toscanini un grande direttore d'orchestra nato come violoncellista

Nell’ anniversario dei 150 anni dalla nascita e dei 60 dalla sua scomparsa avvenuta a Riverdale, nei pressi di New York , il 16 gennaio del 1956, Firenze 1903 celebra la figura di Arturo Toscanini, ancora oggi considerato il più grande direttore d’orchestra della storia dell’umanità, con una stilografica da collezione in un materiale antico e di grande fascino, l’ebanite, proseguendo l’omaggio ai grandi protagonisti del Novecento italiano già avviato con Gabriele D’Annunzio, Eleonora Duse, Luigi Pirandello, Umberto Boccioni.

Nato a Parma il 25 marzo del 1867, dall’ età di nove anni Arturo Toscanini  studiò violoncello e composizione al Conservatorio di Parma e nel 1880 divenne violoncellista del Teatro Regio. Nel 1886 si unì ad una compagnia operistica che era in touré in Sudamerica e a Rio de Janeiro a soli diciannove anni sostituì il direttore d’orchestra Leopold Minguéz dirigendo l’Aida a memoria.

Sarà questo l’inizio di una carriera che non avrà eguali nella storia della musica.

Il suo esordio al Regio di Torino è nel 1895 nel nome di Wagner, sempre nello stesso anno dirigerà la prima mondiale della Bohème di Puccini ma saranno i successi torinesi ad aprirgli le porte del teatro La Scala e  da quel 26 dicembre del 1898 in cui diresse i Maestri Cantori di Norimberga nel mondo musicale si affermerà  il binomio Toscanini – la Scala. Come scritto dal suo biografo Harvey Sachs “egli credeva che una rappresentazione non potesse essere artisticamente riuscita finché non si fosse stabilita una unità di intenti tra tutti i componenti: cantanti, orchestra, coro, messa in scena, ambientazione e costumi” e furono infatti determinanti i suoi contributi nel riformare la rappresentazione dell’opera, dall’illuminazione, alla fossa per l’orchestra, solo per citare le più importanti innovazioni da lui introdotte.

Il 7 febbraio del 1908 viene chiamato a New York per dirigere il Metropolitan, affiancando all’inizio Gustav Mahler, tra i numerosi trionfi la prima assoluta de “La fancuilla del West” di Giacomo Puccini, da questo momento in poi gli Stati Uniti saranno per Toscanini la sua seconda patria. Rientrato in Italia nel 1915, durante la guerra, si esibì in concerti per beneficenza e anche con lo scopo di allietare  i soldati al fronte. Sul Monte Santo, appena conquistato durante la battaglia dell’Isonzo, diresse una banda e per questo venne decorato con la medaglia al valor civile.

L’alto spirito patriottico che fu una costante della sua vita lo portò nel 1920 a Fiume per dirigere un concerto ed incontrare Gabriele D’Annunzio che con i suoi legionari aveva occupato la città contesa, una amicizia destinata a durare a lungo . “… Venga a Fiume d’Italia, se può. – sono le parole del Vate –  È qui oggi la più risonante aria del mondo. E l’anima del popolo è sinfoniale come la sua orchestra. I Legionari attendono il Combattente che un giorno condusse il coro guerriero”. Mentre lo stesso D’Annunzio preparava all’evento ed  esortava i suoi legionari dicendo “Guardatelo, guardategli la mano che tiene lo scettro. Il suo scettro è una bacchetta, leggera come una verga di sambuco; e solleva i grandi flutti dell’orchestra, sprigiona i grandi torrenti dell’armonia, apre le cateratte della grande fiumana, scava le forze dal profondo e le rapisce al sommo, frena i tumulti e li riduce in sussurri, fa la luce e l’ombra, fa il sereno e la tempesta, fa il lutto e il giubilo”.

Negli Stati Uniti sarà creata appositamente per lui la NBC Symphony Orchestra, composta dai più virtuosi musicisti americani, che diresse dal 1937 al 1954 su radio e televisioni nazionali, in questo modo le sue interpretazioni faranno il giro del mondo facendolo divenire una star a livello internazionale. Dopo la guerra, nel 1946  rientrerà in Italia  per dirigere lo storico concerto  di riapertura  della Scala, ricostruita dopo i bombardamenti, ricordato anche come il concerto della liberazione, dedicato in gran parte all’opera italiana e nel quale esordì Renata Tebaldi.

Dopo una straordinaria carriera durata 67 anni, il suo ultimo concerto, dedicato a Wagner, uno dei compositori più amati, fu il 4 aprile del 1954 alla Canergie Hall di New York con la NBC Symphony Orchestra all’età di 87 anni. Verso la fine della carriera registrò ben 191 dischi, molti dei quali ancora oggi vengono riprodotti senza contare le numerose registrazioni ed esibizioni sia televisive che radiofoniche che sono conservate. A lui, come a pochi altri personaggi italiani è dedicata una stella nella celebre Walk of Fame di Hollywood.

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