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Agli Uffizi una mostra celebra Giuliano da Sangallo, “archistar” rinascimentale

Fino al 20 agosto al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi è possibile visitare la mostra “Giuliano da Sangallo Disegni degli Uffizi” inaugurata nel maggio di quest’anno. E’ la prima volta che una mostra monografica viene dedicata alla figura di Giuliano da Sangallo, l’architetto di Lorenzo il Magnifico, dal 1504 al servizio di Giulio II della Rovere  e poi di Leone X Medici e  il luogo non poteva essere altri che il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, è qui che è conservato un corpus grafico di 21 fogli tra disegni di architettura e di figura.

Due ambiti di studio che dall’inizio del secolo scorso seguono strade scientifiche  diverse ma che per la mostra fiorentina hanno trovato un felice accordo e il risultato è una visione a trecento sessanta gradi di un’artista, figura chiave per l’architettura italiana del Rinascimento, ben radicato nella cultura fiorentina del suo tempo ma studioso dell’antico e amante del contemporaneo, di cui era collezionista. La mostra ideata da Sabine Frommel e da lei curata insieme a Dario Donetti e Marzia Faietti,  espone una cinquantina di disegni tra opere autografe, della sua bottega e in particolare del fratello Antonio il Vecchio che aprono uno squarcio su quelli che erano i metodi grafici e tecnici più diffusi del periodo, dagli ultimi decenni del Quattrocento fino alla fine del secondo Rinascimento.

Grande innovatore dell’architettura civile e religiosa, la mostra documenta il suo lavoro di sperimentazione negli anni romani ed il confronto con il Bramante in  particolare per il cantiere della basilica di San Pietro, il mirabile intreccio tra composizione architettonica e invenzione figurativa che culmina nei disegni per il concorso per la facciata della basilica fiorentina di San Lorenzo e la grande abilità come disegnatore di figura. Grazie al prestito viennese di due fogli provenienti dall’Albertina  “Giuditta con la testa di Oloferne e la fantesca Abra” e “ Scena militare all’antica (Soldati davanti alla tenda di Oloferne)”  è stato ricomposta una sequenza di quattro disegni, gli altri due fanno parte della collezione del Gabinetto Disegni e Stampe che si rifanno al tema di Giuditta e Oloferne, mentre dalla National Gallery il tondo della Madonna con il  Bambino, San Giovanni Battista e un angelo, una tempera della Bottega di Sandro Botticelli che reca sul verso  e in nero la firma del suo possessore “ M Giuljano da san Ghallo”.

Ma oltre ai mirabili fogli, nella sala del Camino ad introdurre il percorso espositivo è il modello di legno di Palazzo Strozzi, una testimonianza unica nel suo genere, un metodo molto usato tra gli architetti del suo periodo, modelli che servivano anche in occasione delle gare lanciate da istituzioni e prestigiosi committenti per scegliere la proposta più convincente. “Il modello di Sangallo – come osserva la Prof.ssa Sabine Frommel, autrice nel 2014 della monografia dell’artista che andava a colmare gli studi rimasti fermi al 1942- in scala di 1:40,l’unico di un edificio privato rinascimentale ad essersi conservato, esibisce la disposizione simmetrica del doppio palazzo, ricordando la Villa di Poggio a Caiano e il Palazzo del re di Napoli. La scala di misura adottata consente di apprezzare i dettagli degli ordini, delle singole modanature e del bugnato, e allo stesso tempo rende questo manufatto uno strumento adatto a sviluppare diverse soluzioni che l’architetto può discutere con il committente”.

A documentare l’importanza dell’opera di Giuliano da Sangallo anche alcuni preziosi codici, il Taccuino Senese e il Libro dei Disegni conservato alla Biblioteca Apostolica Vaticana consultabili in versione digitale mentre una teca ospita il Codice Geymüller, uno spesso album di fogli dove sono raccolti disegni di varia natura ma sempre riconducibili alla famiglia dei Sangallo.

 

 

 

 

 

 

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